Giornata NO!

Forse dovrei cominciare a pensare a qualche forma di saluto prima di iniziare il post. Naah, inizierò “in medias res”, come dicevano i latini. Che poi io il latino l’ho sempre odiato. Sto scrivendo da un’aula della mia università, ma stranamente nessuno mi guarda male perché sto bacchettando come un forsennato sulla tastiera. In ogni caso, ho deciso di strutturare il mio blog come una specie di diario. Ci scriverò gli avvenimenti importanti (belli o brutti che siano, non mi importa). Ah inutile che ve lo ripeta, commentate se potete, tanto perdere 1 minuto della vostra vita non vi costerà molto. State già perdendo tempo prezioso leggendo questo post. >.<

Torniamo a noi.

Oggi è un’altra di quelle giornate NO! L’esame all’università non è andato bene. E non è la prima volta che lo provo. Ah sì, frequento l’università. Quale? Non ve lo dico, bestie. Perché non riesco a dare l’esame? ECCHENNESO’!! Avevo pensato per il mio poco studio e invece ho studiato come un cane, chiudendomi in casa, con la testa sui libri e mai come stavolta sapevo tutto. Ho anche pensato di abbandonare la facoltà, ma dopo cinque anni che ci sto dentro, beh mi sembra una vera e propria cazzata. Sì ho usato una parolaccia, problemi? Non mi interessa. “Forse non sono portato per questa facoltà, forse devo trovarmi un lavoro e togliermi dalle spalle dei miei genitori”, sono cose che mi ripeto ogni giorno e cavolo quanto vorrei farlo. Abbandonare tutto e tutti e mandare a quel paese ogni cosa, tanto cosa potrebbe mai succedere. Ma poi la settimana scorsa mi è successa una cosa incredibile, una cosa che non mi sarei mai aspettato.

Mi hanno chiamato da un’azienda, affinché lavorassi per loro!

Adesso starete pensando: “Beh Dante, non sei felice? Non dovrai andare a vivere sotto i ponti”. Certo che sono felice. Sono al settimo cielo. Ma quando penso che la chiamata è arrivata da Milano, beh ho paura. Ah altra curiosità, vengo dal sud Italia. Di preciso? Fottetevi (non è che mi censurano per tutte ‘ste parolacce?). Io qui ho la mia famiglia, la mia ragazza, ho tutti i miei amici e cavolo io amo la mia città. Certo non funziona quasi nulla, ma la amo. Beh “amare”, diciamo che ho un rapporto di “odio e amore”. Ecco io amo e odio la mia città. Ma è la mia città capite? E’ dove sono nato e cresciuto, dove ho fatto per la prima volta sesso, dove ho incontrato delle persone fantastiche. E ho paura a separarmene.

Ritornando alla chiamata di lavoro, ho già fatto il colloquio e hanno detto che è andato bene. Ma ho scelto ugualmente di finire i miei studi qui e di trasferirmi poi. Forse voglio rimanere ancora un po’ qui per dire addio alle cose che mi stanno più care. Ma il problema principale è che voglio che in quell’azienda mi vedano come un laureato, non come quello che non ce l’ha fatta. E mi sentirei troppo a disagio se tra i miei colleghi fossi l’unico non laureato.

Ma il non passare gli esami, non aiuta. Non aiuta affatto. Crea scompiglio nella mia vita e ogni volta che torno a casa senza un risultato, torno vuoto come se qualcosa mi fosse stato strappato. Prometto a me stesso che non accadrà più, ma sono di nuovo punto e a capo. E questa cosa mi urta e mi fa stare male.

Dante

Giornata NO!ultima modifica: 2019-02-28T12:33:32+01:00da ddante54
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